martedì 19 ottobre 2010

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Ammetto. Ogni tanto si riaffaccia la voglia di tornare nella City, nonostante tutto proceda a gonfie vele e non avrei motivo per una "fuga". Non ne faccio una questione di esterofilia, anzi si sa che quelli che idealizzano a priori tutto tranne dove vivono sono nella top ten della lista che darò al Terminator che sto costruendo in cantina. Semplicemente parlo col cuore: il giorno che sono partita per Londra rimane uno di quei "big days" che in qualche modo ti cambiano la vita. Mi sono immersa nell'aria differente che lì si respira, e l'ho apprezzata; perciò mi manca un po'.

In più è un periodo che sento molte persone in procinto di trasferirsi (non solo in UK intendo).
Qui però sorge una domanda: se la mia è, come sembrerebbe, una generazione di sfollati, che effetti produrrà questo "gap" nel nostro Paese?

Meditiamo.

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