domenica 30 maggio 2010

Stronger

Doesn't necessarily mean wiser.

giovedì 27 maggio 2010

Mantra

Sono forte, ce la faccio.
Sto bene.
Nothing's wrong.



Ieri era l'ultimo giorno di lezione e beh infondo eravamo un po' come dei bimbi sperduti.
Ci siamo fermati un attimo fuori dall'aula in cui non si è ancora spento l'eco delle nostre risate, nonostante la fatica, le nottatacce, gli scazzi e le ripicche, nonostante -per ora- difficilmente torneremmo indietro (anche perchè ci manca ancora un numero X di esami e la tesi -.-)
Rendiamo omaggio al corso di TTCM che muore con noi (si fa per dire, lui muore noi anche no) con un requiem di Bolero di Ravel e Nostalgia Canaglia.

Après nous, le déluge

martedì 25 maggio 2010

Art-core


There's something more than pain.

giovedì 20 maggio 2010

Il nonnismo

Ogni volta che mi tocca fare un progetto per l'università che implichi qualcosa sul mio paese (studiando organizzazione di eventi capitano i prof fissati col marketing territoriale et similaria che chiedono di concentrarti su una realtà vicina) non posso fare a meno di notare con disappunto che "non è un paese per giovani", proprio no.
8000 bar/osterie e nemmeno un cinema; piste ciclabili come se piovesse e non uno straccio di bus che arrivi in stazione per la grande fetta di "young adults" che pendolano a Milano per studio e lavoro, per dire.
Per spiegarmi meglio andrò più nello specifico con gli esempi, si va nell'aneddotica. Dovete sapere -comincio già a sentirmi papà castoro- che a Corbetta c'è un bellissimo parco, noto come parco dei cigni. Di cigni nemmeno l'ombra da anni comunque, forse perchè soppiantati da una popolazione più aggressiva: i vecièt.
Esiste infatti solo un bar in questo bel parco, vista laghetto, ed è il loro quartier generale. Non scherzo. Altro che barrios e ghetti, questi se passi troppo vicino al loro territorio e hai meno dell'età pensionabile ti soffiano come i gatti, la prima volta; alla seconda ti gambizzano investendoti in bicicletta; alla terza ti sequestrano in quanto deposito vivente di femori, denti e altri materiali da protesi. Questo sì che è nonnismo... Non a caso questo locus amoenus è anche conosciuto come CORPO F (il padiglione dell'ospedale di Magenta dove si trova la geriatria XD).
Non so perchè questi over 65 devono essere così pieni di tigna et astio, ma lo sono, e mi sono a volte trovata in lotta con loro, quando ero giovane, scapestrata e spesso, non avendo un caxxxxxo da fare, andavo al parco XD
Una volta ad esempio apriti cielo sono andata a chiedere un ghiacciolo in quel bar con una mia amica: tipo 20 di agosto, 40 gradi, unico posto aperto nel raggio di kilometri. Non vi dico le occhiate-lanciafiamme, i commenti sui ragazzi d'oggi che non hanno rispetto (perchè?! per il fatto di essere entrate nel "loro" bar? mai capito) etc. Sospetto che anche il ghiacciolo fosse avvelenato.
Un'altra volta di lunedì (il nostro parco in ottemperanza al quarto mistero di Fatima è chiuso al lunedì) sempre con la stessa amica troviamo uno degli ingressi del parco aperto, e tranquillamente ci inoltriamo, pensando innocentemente che forse era la prima idea intelligente dell'amministrazione comunale da quando avevamo memoria. Invece no, dopo 20 metri un buttafuori stagionato ci intima l'ALT e ci dice che al lunedì l'apertura è solo per LORO... No dico, scrivetelo fuori che ci vuole la tessera VIP (Very Important Pensionats)!
Dove sono finiti i nonnini che la guerra te la raccontano, invece di fartela?!

martedì 18 maggio 2010

Rada(r)

Notoriamente faccio acqua da tutte le parti, in disparati sensi astroermeneuticoesperienziali.
Non parlo solo delle correnti che mi cullano, spingono e travolgono dall'interno, ma anche di legami e metafore che ritrovo al di fuori, chiamiamole coincidenze.
Sarà per questo che attraversare il mare per me ha significato tanto. Per questo che ora ho spesso gli occhi umidi e per giunta mi sento il vecchio marinaio in balìa del niente anche se circondato dal tutto. Quando gozzovigli anche solo un attimo alla sorgente della pienezza d'animo, quando assapori ciò che vivi, è difficile tornare a non averne più nor any drop to drink. E non hai la forza di tirare in secca il tuo guscio di noce, nè puoi tornare, allora rimani lì a mezza via come un cetriolo di mare (che fa pure rima).


Approposito di rime -almeno ci sono quelle a far da salvagente- non dovrei per scaramanzia ma... valà lo dico: se sarò fortunata riuscirò a mettere in piedi una piccola mostra insieme a Kia. Foto e poesie sul variegato tema del silenzio. Al momento coltivo con pazienza un paio di contatti a Milano e Londra; spero comunque di poter raccontare di più su questo progetto a breve, significherebbe che sta andando in porto. Almeno lui.
Nel frattempo supportateci e sopportateci :P

giovedì 6 maggio 2010

Non vedo. Non sento. Non parlo.

Eccomi qui. A guardare le foto dell'ultimo giorno. Quando non mancava (quasi) nessuno e ciascuno mi ricordava qualcosa che avevo costruito in quei 90 giorni. Qualcosa di mio.
E ora? Ora combatto tra l'ansia pre-esami e l'accidia più totale.
Più che mai devo essere the queen of fake smiles, visto che tutto ciò che ho qui al momento sembra essere qualche pat-pat sulla schiena, uno sporadico "ah sei tornata" e un costante implicito -e a volte esplicito- "ma che palle stai un po' zitta che hai sempre Londra in bocca" (grazie, la mia vita si è svolta là negli ultimi mesi, di che devo parlare, dei miei 7 anni in Tibet?)...
Tu sai cosa facevo di giorno? Sai dove dormivo di notte? Con chi dividevo le sigarette, le birre, i pasti (quando c'erano), gli scherzi come i pensieri più immensi, le lacrime e i sorrisi? Lo sai perchè ho quei poster appesi davanti al letto? No. E non ti interessa.
E questo brusio di fondo... mi impedisce di concentrarmi veramente. E' un martellante "trrrrr trrrrr trrrrr" che assume definizione quando tutto tace, quando sono sola e le larve notturne prendono corpo, mi si siedono sul petto e sfidano il mio respiro tronco, mi riempiono a forza la bocca con manciate di ricordi spezzati che si cacciano in gola e si incastrano fino a stordirmi con il suono di una voce, una canzone, schegge di immagini, un profumo... QUEL profumo che devo spruzzare prima di salire in aereo perchè mi calma, mi calma e mi uccide come quel giorno che si è appiccicato alla mia sciarpa.
Mi calma e mi uccide.
Ma solo io so il perchè.

martedì 4 maggio 2010

Titoli di coda

Ho cominciato a scrivere qui quando sono partita, per organizzare e condividere un po' di pensieri/azioni/opere/omissioni di chi ruzzola nella tana del Bianconiglio. Di chi è partita gatto ed è diventata (ticket) tiger. Della mia vita randagia e degli incontri fortuiti di cui le notti -ma anche i giorni- londinesi sono prodighe. Di chi ama dormire ma ancora di più amerebbe essere sempre svegliata alle 6 di mattina come quel giorno. Di chi è timida e un po' misantropa, ma ha scoperto inedite doti di PR. Della scoperta straordinaria che a mettersi un sorriso in faccia, anche quando costa fatica, non si perde nulla, anzi la giornata può svoltare per questo.
Penso che non abbandonerò questo spazio, sì, continuerò a scrivere di chi è tornata con gli artigli più affilati e con un pezzetto di cuore in meno, lasciato da qualche parte a zonzo nella City.