giovedì 6 maggio 2010

Non vedo. Non sento. Non parlo.

Eccomi qui. A guardare le foto dell'ultimo giorno. Quando non mancava (quasi) nessuno e ciascuno mi ricordava qualcosa che avevo costruito in quei 90 giorni. Qualcosa di mio.
E ora? Ora combatto tra l'ansia pre-esami e l'accidia più totale.
Più che mai devo essere the queen of fake smiles, visto che tutto ciò che ho qui al momento sembra essere qualche pat-pat sulla schiena, uno sporadico "ah sei tornata" e un costante implicito -e a volte esplicito- "ma che palle stai un po' zitta che hai sempre Londra in bocca" (grazie, la mia vita si è svolta là negli ultimi mesi, di che devo parlare, dei miei 7 anni in Tibet?)...
Tu sai cosa facevo di giorno? Sai dove dormivo di notte? Con chi dividevo le sigarette, le birre, i pasti (quando c'erano), gli scherzi come i pensieri più immensi, le lacrime e i sorrisi? Lo sai perchè ho quei poster appesi davanti al letto? No. E non ti interessa.
E questo brusio di fondo... mi impedisce di concentrarmi veramente. E' un martellante "trrrrr trrrrr trrrrr" che assume definizione quando tutto tace, quando sono sola e le larve notturne prendono corpo, mi si siedono sul petto e sfidano il mio respiro tronco, mi riempiono a forza la bocca con manciate di ricordi spezzati che si cacciano in gola e si incastrano fino a stordirmi con il suono di una voce, una canzone, schegge di immagini, un profumo... QUEL profumo che devo spruzzare prima di salire in aereo perchè mi calma, mi calma e mi uccide come quel giorno che si è appiccicato alla mia sciarpa.
Mi calma e mi uccide.
Ma solo io so il perchè.

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